Sotto i nostri piedi, la terra respira.
I Campi Flegrei non sono un luogo qualsiasi. Sono un supervulcano ancora vivo, un sistema di crateri, fumarole e acque termali che da secoli modella tutto ciò che cresce su di esso. La terra qui non è mai ferma: si gonfia e si abbassa con il bradisismo, rilascia vapori sulfurei, conserva nel suo sottosuolo la memoria di ogni eruzione. E in questa terra inquieta, straordinariamente fertile, crescono le nostre viti.
Illiano Vulcani nasce da questo paradosso: la vite che sopravvive dove il fuoco ha bruciato tutto.
Le radici affondano in suoli ricchi di ceneri, tufo, pomici e minerali che nessun altro territorio al mondo può offrire. Non è concime, non è fortuna è la firma geologica di un’area unica, riconoscibile sin dal primo sorso. Quella mineralità netta, quel finale quasi sapido, quell’accento di terra fumante che lascia il palato sorpreso: non è un capriccio del vignaiolo. È il vulcano che parla.
Vitigni che hanno attraversato i secoli.
La Falanghina e il Piedirosso chiamato ancora oggi Per ‘e Palummo, la zampa di colombo erano già conosciuti e apprezzati dai Greci che fondarono Cuma, la prima colonia ellenica d’occidente, a pochi passi dai nostri vigneti. Non abbiamo inventato niente. Abbiamo scelto di non dimenticare niente. Qui il tempo ha un andamento diverso.
Il mare, il vento, il fuoco.
Posizione unica: il mare del Golfo di Pozzuoli porta brezza e salinità, il sole campano scalda senza inaridire, i venti proteggono i grappoli e allungano la maturazione. Ogni annata racconta l’equilibrio instabile di questi elementi. Non cerchiamo la perfezione uniforme cerchiamo l’onestà di un vino che cambia, che ha carattere, che rispecchia l’anno in cui è nato.
Illiano Vulcani è un invito a conoscere un territorio che non assomiglia a nessun altro.
Se pensi di sapere già cosa aspettarti da un vino campano, aspetta di aprire una nostra bottiglia. I Campi Flegrei hanno qualcosa da dirti che nessun Barolo, nessun Brunello, nessun Champagne potrà mai raccontarti. Una storia di fuoco, di salsedine, di radici che stringono la roccia vulcanica da duemila anni.
Illiano Vulcani. Dove la terra non si è mai fermata.